I Rom non si toccano e gli italiani sì? Allora pretendo di essere schedato! Ecco perché

Si sta parlando tanto del censimento della popolazione Rom richiesto da Matteo Salvini, tale richiesta ha però suscitato un vero e proprio scontro. La domanda che un pò tutti si stanno facendo in questi giorni è la seguente: perchè io italiano devo essere registrato all’anagrafe e lo Stato deve controllare ogni mio passo, quando poi ci sono alcune categorie, tra cui o Rom, a cui non viene fatto?

Partiamo dal presupposto che il soggetto di etnia Rom in quanto nomade non dovrebbe stanzianziare in un posto specifico ma dovrebbe essere in continuo movimento, a loro favore però c’è una sentenza del tribunale costituzionale tedesco che aveva stabilito il principio che non si possono raccogliere e catalogare fatiche siano mirato all’individuazione di categorie specifiche. Il provvedimento richiesto da Salvini, proprio come accadde con Maroni nel lontano 2008, andrebbe a scontrarsi con l’Unione Europea e con l’Onu. Di conseguenza, sarebbe possibile una sorta di censimento solo ai fini statistici, senza procedere ad una eventuale schedatura o raccolta di foto e/o impronte digitali.

Il punto di vista

Ora avete capito perché l’Italia va a rotoli? Allora sapete cosa c’è di nuovo? Schedateci tutti, pretendo che lo Stato italiano prenda impronte e foto di tutti i residenti nel territorio italiano e che ne faccia un unico database. Resto dell’opinione che la legge è uguale per tutti e nessuno si deve sentire onnipotente dinanzi alle autorità, nascondendosi dietro un presunto gesto razziale offerto da un falso buonismo.

Schedateci tutti e schedate anche i Rom. Problema risolto.

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