La banca fa quello che vuole, “ho pagato ma mi hanno revocato il telepass”

Telepass revocato per un ritardo nel pagamento

Scene di ordinaria ingiustizia quelle che continuiamo ad assistere a causa di un monopolio dettato da un sistema sbagliato, spesso crudele. Si parla di banche e di popolo. Come spesso accade, la prima comanda e decide cosa fare, il secondo si adegua. La vicenda che vi racconto ci viene segnalata da un nostro lettore incazzato nero, il quale ci racconta un episodio che sicuramente non sarà l’unico del suo genere.

Per motivi di privacy il segnalante verrà chiamato Paolo.

Paolo, come gran parte della popolazione, ha un conto corrente bancario con accredito dello stipendio e per esigenze lavorative aveva deciso di stipulare un contratto Telepass attraverso la filiale della sua banca. Fin qui tutto normale, tranne il fatto che quando arriva la richiesta di pagamento per il Canone trimestrale del Telepass, a causa di una distrazione, sul conto corrente non sono stati lasciati i fondi necessari per il pagamento. Paolo non appena accortosi che la banca ha elargito il pagamento del canone lasciando il conto in negativo, provvedeva immediatamente all’ordine di un bonifico da un altro conto corrente per coprire la mancanza dei fondi. Dopo solo alcune ore però la banca gli comunica la revoca del servizio Telepass segnalando una sorta di violazione della direttiva bancaria. A nulla sono servire le giustificazioni da parte del cliente, a nulla è servito il fatto di aver ordinato un bonifico per coprire nell’immediatezza la negatività del conto corrente.

La nostra domanda è la seguente: se Paolo avesse avuto due conti correnti aperti nella stessa filiale e l’altro conto corrente avesse avuto una cifra simbolica di 50.000 euro, la banca si sarebbe comportata allo stesso modo? Io dico di no. Il problema sta nel fatto che gli istituti di credito hanno il potere di fare quello che vogliono a discapito dei cittadini.

Paolo è stato penalizzato per un ritardo di 1/2 giorni di pagamento (tempo necessario per l’accredito del bonifico), l’anomalia si è verificata anche perchè il resoconto online delle spese autostradali non indica in alcun modo il giorno preciso dell’addebbito, di conseguenza il cliente non poteva in alcun modo sapere che sarebbe passato il pagamento trimestrale.

I quesiti che ci mi pongo sono i seguenti:

Ma davvero credete che al giorno d’oggi i normali lavoratori riescono a conservare dei soldi in banca?

Paolo stava nel torto ed ha rimediato nell’immediato, più di questo cosa poteva fare?

Se il conto corrente bancario non prevede una somma di fido ed in caso di una domiciliazione bancaria la banca ritiene di far andare il conto in negativo per coprire le spese, non basta addebitare un eventuale costo degli interessi di mora?

Questa vicenda è stata ritenuta un’ingiustizia ed è stata segnalata alla sede centrale della banca, in attesa di un gentile riscontro e soprattutto di giustizia. Come al solito sono sempre gli onesti lavoratori a pagare, questo non è un priblema da ricchi, queste sono rogne da comune mortale costretto a sopravvivere alla vita di tutti i giorni.

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