Addio al Movimento 5 Stelle: con Luigi Di Maio si ritorna alla politica di sempre

Niente più consultazioni telematiche, ora il Movimento 5 Stelle decide da solo, ci pensa Luigi Di Maio.

È sotto gli occhi di tutti ma nessuno ha il coraggio di ammetterlo: il movimento 5 stelle non esiste più ed il gioco della politica, quello tanto odiato da quelli che una volta erano i principi del partito di Beppe Grillo, ha preso il sopravvento su tutto e tutti. Il movimento 5 stelle è palesemente cambiato e l’inizio della fine, coincide con l’elezione dei presidenti di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica, il tutto sotto gli occhi degli elettori e con la complicità di Luigi Di Maio, forse troppo interessato a diventare premier con quello che è stato definito come il consenso del popolo.

Seguendo la propaganda del Movimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai accaduto

Il grido all’onestà del movimento pentastellato sta per arrivare al capolinea, niente più consultazioni via internet e nessuna scelta eletta dal popolo social. Fino a poco tempo fa, il M5S ha dato esempio di democrazia, ma quell’esempio di democrazia attraverso le consultazioni telematiche che davano la possibilità di scelta, mediante quello che era stato definito come “volere del popolo”, non esiste più. È subentrata la politica e quel “maledetto gioco della politica”, Luigi Di Maio sta cavalcando l’onda boicottando i vecchi principi attraverso presunte e molto probabili telefonate e accordi sottobanco con quella che per loro doveva essere il nemico numero uno, quelli che secondo i pentastellati erano stati definiti come “i ladri del popolo”, i “corrotti” e soprattutto i “pregiudicati”. Tra tutti come esempio eclatante, l’elezione della presidenza del Senato affidata a Maria Elisabetta Aliberti Casellati, belusconiana doc e di conseguenza, appartenenete a quella stirpe tanto odiata. Il presentimento è quello di un accordo telefonico o comunque sia personale, con il tanto odiato trio del centrodestra composto da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Quest’ultimo chiamato l’impresentabile a causa delle condanne ricevute e delle passate legislature.

Il gioco della politica ha preso il sopravvento su Luigi Di Maio

Una vera e propria smania di potere quella che ha coinvolto Luigi Di Maio e di conseguenza tutto il movimento 5 stelle. Dopo la crociata elettorale con l’imposizione di non voler avere a che fare con personaggi politici a loro dire “pregiudicati”, ecco come M5S si fa passare sotto il naso anche la nomina a senatore di Umberto Bossi, situazione che in altri tempi sarebbe stata ritenuta impossibile. Il pallino pentastellato del reddito di cittadinanza si sta alleggerendo e fa a spallate con la flex tax chiesta a gran voce da Matteo Salvini, raggiungendo un probabile comune accordo sulla possibile e semplice diminuzione delle tasse. Stiamo assistendo alla trasformazione del Movimento che fa spazio all’ascesa del premier Luigi Di Maio. La politica ha preso il sopravvento, dite addio al vecchio movimento 5 stelle, dimenticate gli ideali tanto proclamati, al grido di onestà e coerenza, e fate spazio al partito politico di Di Maio.

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